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Großglockner in Vespa

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GROßGLOCKNER IN VESPA


Un giretto che noi amici vespisti avevamo in mente da diverso tempo, ma che, per vari
motivi, è stato rimandato negli anni.
L'itinerario originale comprendeva le tappe di Salisburgo e il Nido dell'Aquila in Germania
(Kehlsteinhaus, rifugio posto ai confini con l'Austria da cui si domina tutta la Baviera e il
Salisburghese), purtroppo eliminate per questioni di meteo la prima, e per chiusura
temporanea la seconda.


I mezzi


- 50 Special (1972) Parmakit 130cc
- 125 GT (1967) Malossi 210cc
- 125 GTR (1970) Pinasco 177cc


 

Venerdì 10/7


Volpago del Montello --> Udine --> Cividale --> Caporetto (Slovenia) --> Cave del Predil
(193Km)

 

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Partenza dopo pranzo da Volpago, tappa birretta a Cividale, sconfinamento in Slovenia e
qui, strade e panorami si trasformano, poco traffico, una goduria.
Tappa lampo a Caporetto (Kobarid), giusto il tempo per visitare il sacrario militare, una
polaroid e si riparte in direzione nord per rientrare in Friuli verso la tappa riposo a Cave del
Predil, percorrendo il passo omonimo.
Il paese deve la sua esistenza alle miniere RAIBL di piombo e zinco, dismesse da tempo.
Un reticolo di 120km di gallerie disposte su 19 livelli;
una di queste veniva utilizzata per raggiungere la vicina Slovenia in inverno (con tanto di
dogana sotterranea) evitando di dover percorrere il passo innevato.
Un tempo le cave davano lavoro a circa 2000 persone, una volta chiuse, nel 1991, il paese è
diventato quasi fantasma, con soli 400 abitanti.
Scarichiamo le vespe dai bagagli alla Locanda del Minatore, la struttura è di recente
ristrutturazione, camere carine e confortevoli, il personale disponibile.
Decidiamo di fare ape-birretta al Lago del Predil a pochi km da lì, le cime nude svettano
fiere, sarà stata la birra, ma mi ha ricordato vagamente il lago di Braies.
Inizia a fare buio, torniamo alla Locanda per la cena.. se posso consigliare prendete la pizza,
il frico è del tipo preconfezionato.

 

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Sabato 11/7


Tarvisio --> Mallnitz --> Bad Gastein --> Zell am See (180km)

 

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Una pioggia leggera ci dà il risveglio, le previsioni danno brutto per quasi tutto il giorno.
Siamo lì lì per cambiare radicalmente i piani, vorremmo ripiegare sulla costa
Slovena/Croata, ma poi ci facciamo coraggio e manteniamo l'idea iniziale, alla fine sono solo
previsioni. Durante la colazione smette e quasi torna il sole.
Si parte alla volta di Tarvisio, obiettivo pieno alle vespe e prelievo bancomat per me che ho
pochi liquidi.
Mi fermo alla prima banca in centro, lo sportello automatico mi mangia la tessera, è sabato
mattina e la banca è chiusa... solo cose belle. Se fossi stato da solo, sarebbe stato
un bel problema tornare a casa da lassù con soli 25€ in tasca. Col morale un po’ ammaccato
ripartiamo in direzione Austria, dove al primo benzinaio facciamo il pieno (Tarvisio aveva un
prezzo alla pompa indescrivibile).
Si procede in direzione Mallnitz. Il navigatore, per skippare un po’ di statale,
decide di farci passare per un valico nei dintorni del paesino di Kreuzen.
Ricomincia a piovere, la strada è in decisa pendenza e rattoppata malamente, pare di
essere tornati in Italia (che caduta di stile!), superiamo un passo e
la pioggia invece di smettere, aumenta. Arriviamo a Mallnitz, il meteo concede una tregua, è
il momento di caricare le vespette sul treno.
Funziona praticamente come il classico traghetto, entri nella zona "imbarco", acquisti il
biglietto senza smontare dal veicolo e ti metti in fila alla sbarra.
Luce verde, salti sul vagone "gabbia" dove trovi l'uomo che fissa il mezzo con le cinghie.
Scavalchiamo la gabbia e montiamo nei vagoni passeggeri. Il traforo (Tauerntunnel), lungo
circa 8 km, consente di passare dalla Carinzia al Salisburghese attraversando gli Alti Tauri.
Siamo un po' provati dai 100km percorsi sotto l'acqua e fantastichiamo di arrivare in albergo
direttamente in treno... Inutile dire che ci troviamo immediatamente d'accordo sul rinunciare
(a malincuore) alla tappa Salisburgo, per ripiegare anticipatamente alla tappa riposo di Zell
am See.


Il treno sbuca dalla galleria, piove anche dall'altra parte, bene. Rimontiamo in sella, dentro la
prima, giù dal vagone e siamo di nuovo in strada.
Vorremmo fermarci un attimo sotto la pensilina della stazione per sistemare meglio i bagagli,
ma niente da fare, pieno di gente al riparo... alla faccia del distanziamento sociale. Benza a
Bad Gastein, spulciamo Booking per intercettare un albergo per la notte e si riparte. Dopo un
ulteriore Dio di acqua, appare finalmente il cartello di Zell am See, grandioso successo! (cit.)
Molliamo i bagagli in camera, ci asciughiamo alla bell’e meglio e andiamo a cercare il pranzo
in centro.


Ovviamente ora non piove più.


Il borgo di Zell non è nulla di eccezionale, ma gradevole. Il lago e il panorama attorno invece
degni di nota, peccato per il cielo grigio che smorza il tutto.
Non facciamo a meno di notare che la maggior parte dei camerieri e commessi dei negozi
non indossano la mascherina.
Cerco sul web e dal sito ufficiale dell'Austria scopro che da qualche giorno non c'è più
l'obbligo delle mascherine nei luoghi chiusi (tranne ambulatori e strutture molto piccole).
Poi guardo la situazione virus austriaca e riscontro un valore nazionale molto più basso del
nostro. Noi comunque arriviamo da zone più "calde" e nei luoghi chiusi cerchiamo di
rispettare il più possibile l'uso della mascherina.
Torniamo in albergo perchè Soia vuole controllare una cosa sulla vespa prima che faccia
buio, nell'ultimo tratto aveva notato un minimo sospetto del motore...
E infatti trova il cavo del gas sfilacciato, ancora qualche km e kaput!
Tra io e lui abbiamo qualcosa come 5kg tra attrezzi e ricambi, ma se penso al Dio di acqua
delle ore precedenti e alle tante gallerie senza corsia di emergenza, mi vengono i brividi...
Doccia (sto giro col sapone) e siamo di nuovo in centro per l'aperitivo. Tra birrette e spritz
Campari fuori listino (dobbiamo insegnargli pure quello) arriviamo a cena, dove sperimenterò
una pizza con salamino e jalapeño violento che me la farà pagare, sia in entrata la sera, che
il mattino seguente in uscita...

 

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Domenica 12/7


Zell am See --> Großglockner-Hochalpenstraße --> Oberdrauburg -->
Passo di Monte Croce Carnico --> Tolmezzo --> Passo Rest --> Tramonti di Sotto -->
Maniago --> Cordignano --> Volpago del Montello (307km)

 

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Mi sporgo dalla finestrella del bagno, il cielo del primo mattino è ancora "provato" dalla
perturbazione del giorno precedente, ma qualche timido spiraglio di sole ci lascia ben
sperare.
Oggi è il gran giorno, atteso da così tanto tempo ormai. Colazione, bagagli, un calcio alla
pedivella e si punta verso sud.
Dopo pochi km il cielo si apre ulteriormente, imbocchiamo la valle che porta fino alla barriera
dove si acquista il ticket che dà accesso alla Großglockner-Hochalpenstraße.
Iniziamo a salire di quota. Proprio quando il panorama inizia a trasformarsi, a prendere
prospettive memorabili, ecco che una massa di nuvole si appoggia al versante e rovina tutto.
Penso ai 27€ ceduti per il pedaggio, magari sensati per una moto, ma al limite del ridicolo
per la scatoletta di lamiera marcia su cui sono seduto, specie se si rimette a piovere...
Ci consola la strada, in ottime condizioni e densa di curve. Come mi accennava Soia in
precedenza, sul passo nel primo mattino erano previsti pochi gradi sopra lo zero (forse 4).
Sulle prime non ci avevo dato tanto credito, ok che siamo oltre i 2000 metri, ma è anche
vero che è luglio...... ed invece ad un certo punto mi ritrovo con la mano di legno
a bestemmiare ad ogni cambio di marcia. Arriviamo al passo, foto di rito purtroppo senza
sole, ma l'atmosfera è magica. Svalichiamo, noto un ristoro sulla sx, le mani congelate
impongono una tappa forzata. Faccio per ordinare un the caldo, quando Soia mi anticipa
ribadendo che lo vuole "cold" intendendo caldo, lo fisso come un demone correggendolo con
hot!
Tempo di riacquistare una temperatura compatibile con la vita e si rimonta in sella. Nel giro
di qualche km il cielo si apre dando finalmente modo di apprezzare
degnamente il panorama circostante, un sogno. Ci godiamo le curve a scendere e penso
che ormai il meglio è passato. Poco dopo mi si affianca Soia e mi dice "guarda che non è
finita qua, manca il ghiacciaio!". Ad una rotonda deviamo dalla strada principale e
ricominciamo a prendere quota, il sole domina e ci dona un piacevole tepore.
Dopo una decina di km arriviamo al belvedere del ghiacciaio (Nationalparkplatz), quota
2369m, da cui svetta la massima vetta del Großglockner, quasi 4000 metri.
Del ghiacciaio ahimè rimane davvero quasi niente, il belvedere oltre alle vette mostra un
paesaggio lunare...

 

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E' mezzogiorno, ci starebbe bene il pranzo, ma abbiamo macinato pochi km per oggi e casa
è ancora decisamente lontana.
Decidiamo quindi di pranzare una volta passato il confine italiano. Ci snoccioliamo le
rimanenti curve, per poi percorrere lunghi rettilinei in vallata a velocità sostenuta.
Tappa benzina, oltrepassiamo Oberdrauburg e ricominciano le curve, stavolta tocca al
Passo Monte Croce Carnico (Plöckenpass), un altro posto per me dal nome "esotico" in lista
da tempo.
Skippiamo i soliti ristoranti turistici sul passo e andiamo oltre. Dopo una serie di stretti
tornanti troviamo un ristorante che ci ispira, la Casetta in Canadà.
E qui il frico è davvero buono!

 

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Da qui in poi è tutto Wild Friuli, ed ha sempre il suo perchè...
Proseguiamo sempre in direzione sud, schivando Tolmezzo.
Poco prima di Ampezzo prendiamo una laterale che ci farà affrontare l'ultimo passo di
questo viaggio, il semisconosciuto e selvaggio Passo Rest.
Non facciamo a meno di notare il manto stradale rimesso a nuovo da pochissimo, il che ci
sorprende visto che è un posto poco frequentato e decisamente impervio (ci ero già stato in
passato).
Stretto e con un numero imprecisato di tornanti (davvero un peccato non siano numerati), è
posto ideale per i nostri mezzi a passo corto ed elaborati.
Una volta raggiunta la forcella, un ciclista ci svela l'arcano, il manto è stato ripristinato per il
Giro d'Italia 2020 che quest'anno causa pandemia è stato spostato ad ottobre.
A Tramonti di Sotto ci scoliamo 3 birrette defaticanti in un'osteria con pompe di benzina
dismesse, molto caratteristica. Le valli si aprono sempre di più, ormai l'avventura è ai titoli di
coda...

 

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Stendiamo i motori sulla pedemontana nei pressi di Maniago, poi Aviano. A Cordignano,
poco dopo il confine Veneto, ci concediamo l'ultimo bicchiere.
Poco prima del Montello ad un benzinaio ci salutiamo, a me mancano ancora una
sessantina di km per arrivare a casa.


Totale 780km.


Sono stati 3 giorni che ricorderò a lungo, ancora una volta mi rendo conto di quanto poco
basta per godersela, 3 buoni amici e 3 ferri vecchi vitaminizzati... che altro serve?

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Per chi fosse curioso della configurazione del mio 50 Special ecco qua (anche se non è nulla di esotico)

 

- carter PK 3 fori

- Parmakit ECV 130

- albero Tameni c51 anticipato (cono 20)

- lamellare Polini

- PHBL 24 con airbox Polini

- frizione Crimaz Easy 3 dischi

- 27/69 con pignone  z28

- cluster DRT con 4^ z21

- accensione Piaggio 6 poli, volano portato a 1800g

- Siluro by Sbindola

 

Il motore non è un mostro ma mi piace, coppioso soprattutto in salita...

Più avanti mi piacerebbe passare ad un D60, ma questa è un altra storia...

 

Un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno aiutato con la configurazione nel vecchio post di qualche tempo fa (Il mio primo corsalunga).

Ringrazio in special modo il buon McKenzie, sempre molto disponibile ed informato, e Vespalucone per la fornitura periodica di olio miscela :D

 

ciaooooo

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Se facevi un fischio ti consigliavo piccole deviazioni e vi offrivo le birre al bicigrill di cavasso. :Beer:

Siete passati a 10min da casa.

 

Ci siamo fatti un bel giretto anche con jimmi e sirvano quando sono venuti di qua.

 

Che gran peccato per il maltempo, sono passati così tanti anni che l'ultima volta che son stato lassù il ghiacciaio era molto spesso e lunghissimo veniva molto più giù della fine della strada.

 

Complimenti sia per il saper raccontare l'avventura in maniera avvincente, che per aver voluto condividerla. :spocht_2:

  • Grazie 1

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ciao,complimenti ragazzi  e Vi auguro di farne 1000 e ancora 1000 di questi giretti "fuoriporta".

Però dopo il Tarvisio,essendo un discendente diretto (mio nonno paterno Cavaliere di Vittorio Veneto)una volta sconfinati in quello stato,tutti  dovevate attaccare alla Vespa una sventolante bandiera TRICOLORE!!!!

Viva L'ITALIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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