Davmen

Utente
  • Content Count

    70
  • Joined

  • Days Won

    2

Davmen last won the day on January 28 2018

Davmen had the most liked content!

Community Reputation

35 Good

About Davmen

  • Rank
    Member
  • Birthday 01/15/1986

Personal Information

  • Birthday
    01/15/1987
  • Place
    Vicenza

Recent Profile Visitors

The recent visitors block is disabled and is not being shown to other users.

  1. Dai magari l'anno prossimo ci si trova dalle tue parti per una birretta 😄
  2. Per chi fosse curioso della configurazione del mio 50 Special ecco qua (anche se non è nulla di esotico) - carter PK 3 fori - Parmakit ECV 130 - albero Tameni c51 anticipato (cono 20) - lamellare Polini - PHBL 24 con airbox Polini - frizione Crimaz Easy 3 dischi - 27/69 con pignone z28 - cluster DRT con 4^ z21 - accensione Piaggio 6 poli, volano portato a 1800g - Siluro by Sbindola Il motore non è un mostro ma mi piace, coppioso soprattutto in salita... Più avanti mi piacerebbe passare ad un D60, ma questa è un altra storia... Un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno aiutato con la configurazione nel vecchio post di qualche tempo fa (Il mio primo corsalunga). Ringrazio in special modo il buon McKenzie, sempre molto disponibile ed informato, e Vespalucone per la fornitura periodica di olio miscela ciaooooo
  3. Domenica 12/7 Zell am See --> Großglockner-Hochalpenstraße --> Oberdrauburg --> Passo di Monte Croce Carnico --> Tolmezzo --> Passo Rest --> Tramonti di Sotto --> Maniago --> Cordignano --> Volpago del Montello (307km) Mi sporgo dalla finestrella del bagno, il cielo del primo mattino è ancora "provato" dalla perturbazione del giorno precedente, ma qualche timido spiraglio di sole ci lascia ben sperare. Oggi è il gran giorno, atteso da così tanto tempo ormai. Colazione, bagagli, un calcio alla pedivella e si punta verso sud. Dopo pochi km il cielo si apre ulteriormente, imbocchiamo la valle che porta fino alla barriera dove si acquista il ticket che dà accesso alla Großglockner-Hochalpenstraße. Iniziamo a salire di quota. Proprio quando il panorama inizia a trasformarsi, a prendere prospettive memorabili, ecco che una massa di nuvole si appoggia al versante e rovina tutto. Penso ai 27€ ceduti per il pedaggio, magari sensati per una moto, ma al limite del ridicolo per la scatoletta di lamiera marcia su cui sono seduto, specie se si rimette a piovere... Ci consola la strada, in ottime condizioni e densa di curve. Come mi accennava Soia in precedenza, sul passo nel primo mattino erano previsti pochi gradi sopra lo zero (forse 4). Sulle prime non ci avevo dato tanto credito, ok che siamo oltre i 2000 metri, ma è anche vero che è luglio...... ed invece ad un certo punto mi ritrovo con la mano di legno a bestemmiare ad ogni cambio di marcia. Arriviamo al passo, foto di rito purtroppo senza sole, ma l'atmosfera è magica. Svalichiamo, noto un ristoro sulla sx, le mani congelate impongono una tappa forzata. Faccio per ordinare un the caldo, quando Soia mi anticipa ribadendo che lo vuole "cold" intendendo caldo, lo fisso come un demone correggendolo con hot! Tempo di riacquistare una temperatura compatibile con la vita e si rimonta in sella. Nel giro di qualche km il cielo si apre dando finalmente modo di apprezzare degnamente il panorama circostante, un sogno. Ci godiamo le curve a scendere e penso che ormai il meglio è passato. Poco dopo mi si affianca Soia e mi dice "guarda che non è finita qua, manca il ghiacciaio!". Ad una rotonda deviamo dalla strada principale e ricominciamo a prendere quota, il sole domina e ci dona un piacevole tepore. Dopo una decina di km arriviamo al belvedere del ghiacciaio (Nationalparkplatz), quota 2369m, da cui svetta la massima vetta del Großglockner, quasi 4000 metri. Del ghiacciaio ahimè rimane davvero quasi niente, il belvedere oltre alle vette mostra un paesaggio lunare... E' mezzogiorno, ci starebbe bene il pranzo, ma abbiamo macinato pochi km per oggi e casa è ancora decisamente lontana. Decidiamo quindi di pranzare una volta passato il confine italiano. Ci snoccioliamo le rimanenti curve, per poi percorrere lunghi rettilinei in vallata a velocità sostenuta. Tappa benzina, oltrepassiamo Oberdrauburg e ricominciano le curve, stavolta tocca al Passo Monte Croce Carnico (Plöckenpass), un altro posto per me dal nome "esotico" in lista da tempo. Skippiamo i soliti ristoranti turistici sul passo e andiamo oltre. Dopo una serie di stretti tornanti troviamo un ristorante che ci ispira, la Casetta in Canadà. E qui il frico è davvero buono! Da qui in poi è tutto Wild Friuli, ed ha sempre il suo perchè... Proseguiamo sempre in direzione sud, schivando Tolmezzo. Poco prima di Ampezzo prendiamo una laterale che ci farà affrontare l'ultimo passo di questo viaggio, il semisconosciuto e selvaggio Passo Rest. Non facciamo a meno di notare il manto stradale rimesso a nuovo da pochissimo, il che ci sorprende visto che è un posto poco frequentato e decisamente impervio (ci ero già stato in passato). Stretto e con un numero imprecisato di tornanti (davvero un peccato non siano numerati), è posto ideale per i nostri mezzi a passo corto ed elaborati. Una volta raggiunta la forcella, un ciclista ci svela l'arcano, il manto è stato ripristinato per il Giro d'Italia 2020 che quest'anno causa pandemia è stato spostato ad ottobre. A Tramonti di Sotto ci scoliamo 3 birrette defaticanti in un'osteria con pompe di benzina dismesse, molto caratteristica. Le valli si aprono sempre di più, ormai l'avventura è ai titoli di coda... Stendiamo i motori sulla pedemontana nei pressi di Maniago, poi Aviano. A Cordignano, poco dopo il confine Veneto, ci concediamo l'ultimo bicchiere. Poco prima del Montello ad un benzinaio ci salutiamo, a me mancano ancora una sessantina di km per arrivare a casa. Totale 780km. Sono stati 3 giorni che ricorderò a lungo, ancora una volta mi rendo conto di quanto poco basta per godersela, 3 buoni amici e 3 ferri vecchi vitaminizzati... che altro serve?
  4. GROßGLOCKNER IN VESPA Un giretto che noi amici vespisti avevamo in mente da diverso tempo, ma che, per vari motivi, è stato rimandato negli anni. L'itinerario originale comprendeva le tappe di Salisburgo e il Nido dell'Aquila in Germania (Kehlsteinhaus, rifugio posto ai confini con l'Austria da cui si domina tutta la Baviera e il Salisburghese), purtroppo eliminate per questioni di meteo la prima, e per chiusura temporanea la seconda. I mezzi - 50 Special (1972) Parmakit 130cc - 125 GT (1967) Malossi 210cc - 125 GTR (1970) Pinasco 177cc Venerdì 10/7 Volpago del Montello --> Udine --> Cividale --> Caporetto (Slovenia) --> Cave del Predil (193Km) Partenza dopo pranzo da Volpago, tappa birretta a Cividale, sconfinamento in Slovenia e qui, strade e panorami si trasformano, poco traffico, una goduria. Tappa lampo a Caporetto (Kobarid), giusto il tempo per visitare il sacrario militare, una polaroid e si riparte in direzione nord per rientrare in Friuli verso la tappa riposo a Cave del Predil, percorrendo il passo omonimo. Il paese deve la sua esistenza alle miniere RAIBL di piombo e zinco, dismesse da tempo. Un reticolo di 120km di gallerie disposte su 19 livelli; una di queste veniva utilizzata per raggiungere la vicina Slovenia in inverno (con tanto di dogana sotterranea) evitando di dover percorrere il passo innevato. Un tempo le cave davano lavoro a circa 2000 persone, una volta chiuse, nel 1991, il paese è diventato quasi fantasma, con soli 400 abitanti. Scarichiamo le vespe dai bagagli alla Locanda del Minatore, la struttura è di recente ristrutturazione, camere carine e confortevoli, il personale disponibile. Decidiamo di fare ape-birretta al Lago del Predil a pochi km da lì, le cime nude svettano fiere, sarà stata la birra, ma mi ha ricordato vagamente il lago di Braies. Inizia a fare buio, torniamo alla Locanda per la cena.. se posso consigliare prendete la pizza, il frico è del tipo preconfezionato. Sabato 11/7 Tarvisio --> Mallnitz --> Bad Gastein --> Zell am See (180km) Una pioggia leggera ci dà il risveglio, le previsioni danno brutto per quasi tutto il giorno. Siamo lì lì per cambiare radicalmente i piani, vorremmo ripiegare sulla costa Slovena/Croata, ma poi ci facciamo coraggio e manteniamo l'idea iniziale, alla fine sono solo previsioni. Durante la colazione smette e quasi torna il sole. Si parte alla volta di Tarvisio, obiettivo pieno alle vespe e prelievo bancomat per me che ho pochi liquidi. Mi fermo alla prima banca in centro, lo sportello automatico mi mangia la tessera, è sabato mattina e la banca è chiusa... solo cose belle. Se fossi stato da solo, sarebbe stato un bel problema tornare a casa da lassù con soli 25€ in tasca. Col morale un po’ ammaccato ripartiamo in direzione Austria, dove al primo benzinaio facciamo il pieno (Tarvisio aveva un prezzo alla pompa indescrivibile). Si procede in direzione Mallnitz. Il navigatore, per skippare un po’ di statale, decide di farci passare per un valico nei dintorni del paesino di Kreuzen. Ricomincia a piovere, la strada è in decisa pendenza e rattoppata malamente, pare di essere tornati in Italia (che caduta di stile!), superiamo un passo e la pioggia invece di smettere, aumenta. Arriviamo a Mallnitz, il meteo concede una tregua, è il momento di caricare le vespette sul treno. Funziona praticamente come il classico traghetto, entri nella zona "imbarco", acquisti il biglietto senza smontare dal veicolo e ti metti in fila alla sbarra. Luce verde, salti sul vagone "gabbia" dove trovi l'uomo che fissa il mezzo con le cinghie. Scavalchiamo la gabbia e montiamo nei vagoni passeggeri. Il traforo (Tauerntunnel), lungo circa 8 km, consente di passare dalla Carinzia al Salisburghese attraversando gli Alti Tauri. Siamo un po' provati dai 100km percorsi sotto l'acqua e fantastichiamo di arrivare in albergo direttamente in treno... Inutile dire che ci troviamo immediatamente d'accordo sul rinunciare (a malincuore) alla tappa Salisburgo, per ripiegare anticipatamente alla tappa riposo di Zell am See. Il treno sbuca dalla galleria, piove anche dall'altra parte, bene. Rimontiamo in sella, dentro la prima, giù dal vagone e siamo di nuovo in strada. Vorremmo fermarci un attimo sotto la pensilina della stazione per sistemare meglio i bagagli, ma niente da fare, pieno di gente al riparo... alla faccia del distanziamento sociale. Benza a Bad Gastein, spulciamo Booking per intercettare un albergo per la notte e si riparte. Dopo un ulteriore Dio di acqua, appare finalmente il cartello di Zell am See, grandioso successo! (cit.) Molliamo i bagagli in camera, ci asciughiamo alla bell’e meglio e andiamo a cercare il pranzo in centro. Ovviamente ora non piove più. Il borgo di Zell non è nulla di eccezionale, ma gradevole. Il lago e il panorama attorno invece degni di nota, peccato per il cielo grigio che smorza il tutto. Non facciamo a meno di notare che la maggior parte dei camerieri e commessi dei negozi non indossano la mascherina. Cerco sul web e dal sito ufficiale dell'Austria scopro che da qualche giorno non c'è più l'obbligo delle mascherine nei luoghi chiusi (tranne ambulatori e strutture molto piccole). Poi guardo la situazione virus austriaca e riscontro un valore nazionale molto più basso del nostro. Noi comunque arriviamo da zone più "calde" e nei luoghi chiusi cerchiamo di rispettare il più possibile l'uso della mascherina. Torniamo in albergo perchè Soia vuole controllare una cosa sulla vespa prima che faccia buio, nell'ultimo tratto aveva notato un minimo sospetto del motore... E infatti trova il cavo del gas sfilacciato, ancora qualche km e kaput! Tra io e lui abbiamo qualcosa come 5kg tra attrezzi e ricambi, ma se penso al Dio di acqua delle ore precedenti e alle tante gallerie senza corsia di emergenza, mi vengono i brividi... Doccia (sto giro col sapone) e siamo di nuovo in centro per l'aperitivo. Tra birrette e spritz Campari fuori listino (dobbiamo insegnargli pure quello) arriviamo a cena, dove sperimenterò una pizza con salamino e jalapeño violento che me la farà pagare, sia in entrata la sera, che il mattino seguente in uscita...
  5. Dell'accensione PL170 (cono 20) non posso che parlarne bene, l'ho acquistata in seguito ad un vostro consiglio e fa il suo sporco lavoro... (e finalmente di notte ci vedo!) Per ora (in attesa di finire il blocco corsalunga) la monto su un comune 102 polini utilizzando il cono adattatore 19/20 di crimaz e pare regga, non si è mosso nulla... c'è da dire che lo stress su un 100cc è minimo, magari regge tranquillamente anche su un 125 originale ma oltre (per paranoia mia) non mi fiderei troppo...
  6. Ecco qua... effettivamente pare un po vissuta... l'ho provata in sede da sola e ha un gioco leggero, a spanne un decimo.... Spero di trovare il ricambio con lo stesso smusso... avevo già guardato in giro e quelle nuove sono più scavate
  7. L'avevo smontata l'anno scorso ed effettivamente non era perfettissima.. magari domani faccio foto e posto... Già... mi sa che per essere sicuro al 100% mi toccherà fare così... Ho guardato pure quella, pareva in ordine, magari riguardo meglio
  8. No purtroppo per ora dispongo solo di questo carburatore... vorrei fare una pulizia come si deve appunto per escludere questo... e poi in caso cercare il sintomo altrove... Praticamente per avere un minimo decente devo regolare la vite della ghigliottina a pacco, ma così facendo il motore resta imballato in scalata (abbastanza pericoloso tra l'altro). La vite benzina l'ho regolata a 2 giri dal tutto chiuso, ma la situzione non cambia molto a 1,5 o 2,5... Il motore è stato chiuso l'anno scorso e ha sempre avuto questo problema... ho fatto il test dell'olio nella valvola ed era ok, trafilaggi strani dal collettore non ci sono...
  9. Buongiorno ragazzi, ho l'SHB19 che da un anno ormai mi fa impazzire al minimo... ho fatto svariati tentativi, tra getto minimo, regolazioni valvola, regolazioni vite benza, pulizia con petrolio e compressore... non vuole saperne di tenere il minimo... Vorrei tentare la via della pulizia drastica ma homemade visto che non saprei dove hanno una vasca a ultrasuoni dalle mie parti... Anni fa leggevo che qualcuno aveva avuto risultati bollendo il carburatore in pentolino con Viakal.... potrebbe essere una soluzione? (Chiaramente portando il corpo carburatore alla massima nudità possibile, via guarnizioni e quant'altro...) Grazie!
  10. Ok, è più complesso di quanto pensassi, ma non impossibile mi farò un disegno per avere una visione d'insieme e in caso lo posto... Non hai per caso una foto di un devio modificato così tanto per avere le idee più chiare? Grazie mille Mc!
  11. Buongiorno... mi accingo a modificare il il devioloci per poter spegnere anche la posizione posteriore senza dover aggiungere un interruttore dedicato... ho guardato un po di foto/topic nel webbe ma la confusione in testa è rimasta Ho trovato queste due immagini in una guida ma vorrei chiedere conferma... vista così sembrerebbe una modifica rapida e quasi indolore... nella guida viene riportato che il pezzo di filo di colore blu chiaro è servito solo per delle prove, non fa parte della modifica... grazie infinite!
  12. Grandioso, l'importante è aver capito dove sta il problema.... dopo tutte le bestemmie tirate per fare l'impianto, oggi volevo lanciare lo special in Brenta La vespa riesco a spegnerla ugualmente perché tempo addietro avevo aggiunto un interruttore nascosto intercettando il rosso e collegando una massa dedicata nel bauletto... Ora vedrò che fare, mi sta balenando l'idea di aggiungere un interruttore per il positivo che alimenta il fanale post ma mi sa che mi complico un po la vita..... Grazie infinite Mc!!
  13. Piccola aggiunta: è possibile che il regolatore eroghi minimo un tot di ampere che facciano saltare la lampadina post (l'unica che assorbe in quel momento) quando sono a manetta a luce anteriore spenta?
  14. Dunque, cercherò di essere il più chiaro possibile.... Parlando solo del settore "servizi" dell'impianto, ho collegato statore+regolatore ai fili che vanno verso il tunnel come spiegato nei post precedenti... sono poi passato alla zona manubrio per concludere i collegamenti, ho operato in questo modo: - marrone isolato - nero che arriva dal devioluci isolato - viola ad un polo della lampada (h7) - nero che arriva dal tunnel all'altro polo della lampada Non ho fatto modifiche al devio. In queste condizioni il pulsante del devio che servirebbe per spegnere le luci è ininfluente, l'unico modo per spegnere la parabola ant è agire sul selettore luci alte/basse (e ci sta visto che il marrone è isolato). Il fanale post funziona sempre e anche il clacson (e qui c'è il dubbio visto che in teoria dovrebbe andare solo quando accendo la luce davanti)... C'è inoltre un altro problemino: ieri talmente gasato che ero di aver finito la conversione a 12V, sono partito a garganella per il giro dimenticando di sostituire la lampadina posteriore da 6V con una da 12... morale della favola rientro a casa (40km) col culo "morto"... Oggi finito lavoro ho montato la lampadina da 12V, faccio un altro giro, arrivo a casa, bruciata di nuovo... (porco il mondo) Cosa ho sbagliato? I 2 poli G del regolatore sebbene siano uguali hanno il verso entrata/uscita da rispettare? Regolatore difettoso? Sono un pirla? (Sì) Ce la faranno i nostri amici a farla franca o sarà Franca a farsi i nostri amici? Grazie!
  15. Il devio non l'ho modificato... ora non posso fare un post esaustivo, entro stasera scrivo un post, cmq pare che il problema sia rientrato, ieri ho fatto un bel giro con ritorno in notturna e funge tutto a dovere!